Siamo con S.E.M.E., nome d’arte di Ugo Daniele Sofia, vincitore della prima edizione per Rapper del Tour Music Fest. Presto uscirà il suo nuovo singolo, Solo Io, prodotto in collborazione con la Relief Records, etichetta rap partner del TMF.
Ciao Seme e grazie per la tua presenza ai microfononi del Tour Music Fest! Sei il vincitore dela prima edizione del Tour Music fest rivolta ai rapper. Prima di iniziare con l’intervista vorremmo conoscerti un pò meglio. Chi è SEME? Dove nasce? Come si è avvicinato al Rap?
Dunque, mio padre suona la chitarra da quando è ragazzo, quindi sono entrato in contatto con la musica già da piccolo. L’amore per il Rap e in generale per la cultura HipHop è nato invece più avanti, intorno agli 11 anni, sentendo un pezzo degli Articolo 31, da li cominciai ad informarmi sul genere (essendo io classe ’97, già potevo servirmi del web) e ad esserne sempre più attratto, fino al mio primo testo che arriverà circa 23 anni dopo.
Cosa significa per te rappare?
Credo che molti condividano il significato che attribuisco io al Rap, ovvero una valvola di sfogo; non credo esista un mezzo più spontaneo e diretto per dire una cosa in musica se non col Rap. Se poi a questo si accosta anche la produzione musicale, come nel mio caso, il risultato non può che essere al 100% un ritratto di me e di quello che penso su una determinata cosa. Al naturale, senza troppi filtri.
Tra la scrittura, la produzione e il live qual’è la fase creativa che preferisci?
Ho provato più volte a pormi questa domanda, e ti dirò che non ho ancora trovato una risposta definitiva, poiché ogni tappa è un’emozione a se stante nella mia ottica. La produzione musicale credo che sia ancora più intima della scrittura stessa, perchè certi stati d’animo non possono essere espressi pienamente a parole, quindi una melodia o un determinato giro di accordi, spesso riescono ad immortalare perfettamente un concetto che prima faticava a uscir fuori. La scrittura invece è la parte più delicata secondo me. Non nego di essere estremamente spontaneo nella stesura dei pezzi, ma nonostante ciò prima di scrivere ogni frase, mi soffermo a pensare cosa veramente voglio comunicare con quella stessa, e come potrebbe essere interpretata da un ascoltatore esterno. Il live infine è la prova del 9 per ogni artista secondo me ed è anche quella che spesso può avere più impatto emotivo, perchè sul palco sei solo tu e la tua musica, e chi ti sta ad ascoltare si farà un’idea di te e di quello che pensi, di come ragioni, solo attraverso la tua musica, ecco perchè credo che sia una bella responsabilità prendere un microfono ed esporre a tutti le proprie idee. Tralasciando poi tutti i discorsi da “artista responsabile”, diciamocelo, il live è la parte più divertente se lo si sa vivere, almeno io, mi sono sempre divertito un sacco ai live, sia che fossi sopra o sotto il palco.
Avresti mai pensato di esser selezionato come vincitore del Tour Music Fest? Ci racconti come sei arrivato al TMF?
Sono entrato a conoscenza del TMF nel 2012, grazie ad un concorso, il song4life, che si svolgeva parallelamente al TMF. Qualche anno dopo vidi su Facebook l’advertisement di una nuova categoria del festival, quella per i rappers e ho pensato “beh, perchè no?”. Poi diciamo che ce l’ho messa tutta ed è andata come è andata, evidentemente ha funzionato.
Hai partecipato anche ai Rap Camp del Tour Music Fest, una full immersion formativa del Tour Music Fest al CET di Mogol, dove erano presente artisti del calibro di Kiave, rapper cosentino, e Alien Dee, uno dei migliori beat boxer in italia, come è stata quell’esperienza? Cosa ti ha lasciato?
È stata senza alcun dubbio una delle esperienze più formative della mia vita. Di questo ne sono certo. È stata un’immersione in un mondo fatto di lavoro, risate, e naturalmente, tanta tanta musica. Do veramente tanto merito a tutto lo staff TMF per l’energia e la passione che ci hanno messo per un risultato impeccabile sotto ogni punto di vista, per non dimenticare i due “prof” di eccezione, Kiave e Alien Dee, grandi persone oltre che grandi artisti. Oltre ad aver imparato tanto sono nate anche tante amicizie (in particolare saluterei Massive, Zelda e Planta, la Riscatto crew e lo stesso Mirko), e qualche collaborazione. Ricordo con tanta felicità (e tanto stupore) quando Kiave stesso mi propose di prendere parte in un pezzo del suo nuovo mixtape, e come potevo rifiutare?
In finale hai praticamente steso tutti e preso il titolo di Miglior Rapper, ci descrivi quel momento?
Steso forse è una parola grossa, il livello è sempre stato alto, anche prima della finale, quindi diciamo che per me è stata un po’ un’incognita fino alla fine. Tanto che al momento della premiazione stavo ancora cercando di realizzare cosa fosse precisamente successo, dopo di che solo gioia, indescrivibile.
Cosa vi ha lasciato questa esperienza a livello umano e artistico?
Personalmente mi sento cresciuto sotto tutti e due gli aspetti, e noto che spesso sono proprio le cose che ho fatto mie da questa esperienza a fare la differenza, in ambito soprattuto tecnico e performativo. Tuttavia so che non si smette mai di imparare quindi, quando credo di aver raggiunto il mio massimo, prendo una bella dose di umiltà e ritorno coi piedi per terra, pronto a fare di meglio.
Con la Relief Records, etichetta che da anni collabora con il TMF, hai prodotto il singolo “Solo io”, parlaci un pò di questo brano che dobbiamo dire è davvero interessante!
“Solo io” è un brano abbastanza introspettivo e strettamente personale, come si può già intuire dal titolo. Ho cercato di distaccarmi dal concetto di “pezzo Rap” che circola ultimamente, a livello di sonorità e ritmica, cercando un sound che richiamasse il classic ma comunque che fosse attuale e non già sentito fino allo sfinimento. In breve, come disse un mio caro amico non appena sentí il pezzo: “È un pezzo alla S.E.M.E.”, non aggiungo altro, posso solo consigliare l’ascolto.
I progetti futuri di Seme?
Sto seguendo, a 360 gradi la lavorazione del mixtape che stiamo concludendo coi miei due soci, Ciko e Asma, oltre alle liriche mi sto occupando anche della registrazione, mix, master e qualche produzione musicale, il tutto nel mio piccolo home studio, se cosí si può definire. Inoltre sto cominciando a lavorare anche ad un progetto solista, tutto autoprodotto per ora, sia musiche che testi, però magari più avanti potrà essere arricchito con qualche produzione non mia, si vedrà, è ancora in fase embrionalesperimentale.
Per partecipanti rapper della nuova edizione del Tour Music Fest se dovessi dare qualche consiglio?
Semplicemente direi di godersi a pieno questa esperienza, di trarne benefici, e chiaramente di puntare alla vittoria, senza lasciarsi scappare niente di tutto il resto, perchè è un’esperienza che può dare veramente tanto a livello artistico quanto umano.
Grazie S.E.M.E e in bocca al lupo per il tuo nuovo singolo!